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OpenDarwin caput

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Tempo fa è circolata la notizia relativa alla fine del progetto OpenDarwin:

“OpenDarwin has failed to achieve its goals in 4 years of operation, and moves further from achieving these goals as time goes on. For this reason, OpenDarwin will be shutting down.[..]“

OpenDarwin nasceva come un progetto il cui scopo era la scrittura di un sistema open molto innovativo le cui features sarebbero state implementate in Darwin (il kernel alla base di Mac OSX 10, a detta di molti il miglior S.O. prodotto confezionato da Apple, a detta di altri il primo SO decente di Apple). L’esistenza e il destino di OpenDarwin era indirettamente legata a Darwin.

La chiusura di Darwin ha lacerato il senso e l’effettiva utilità di OpenDarwin, rendendo il lavoro degli sviluppatori nient’altro che un bacino di knowlege da cui Apple (in particolare) poteva attingere. Lo scopo di OpenDarwin ha perso sempre più di significato, perchè lavorare gratis per favorire una comunità (ad esempio gli sviluppatori che lavoravano su Darwin o su applicazioni per Darwin) è un conto, lavorare gratis perchè Apple mi sfrutti e renda il mio lavoro proprietario è un po’ più fastidioso (il tempo di Xerox è passato già da un po’, ovviamente però il vizio no!!).

Ho notato che da quando Apple è passata ai Mac Intel, si è iniziato a parlare di “chiusura” e “proprietarizzazione” del codice, il che mi porta a pensare al vero motivo di questa scelta: il TPM.

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Written by whitenoise

August 4, 2006 at 2:42 pm

Posted in Apple

2 Responses

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  1. Un minuto di silenzio ed una lacrimuccia per OpenDarwin, la chiusura di un progetto è sempre un fatto triste.

    Due parole su Xerox: credo che quanto successo in questo caso non sia associabile a quanto accadute tempo fa. Con il mio post intendevo sottolineare che una certa attitudine alla “chiusura” di Apple sia rintracciabile anche in questa vicenda. Non trovo sbagliato che Apple in passato abbia abbondantemente “preso in prestito” le idee di molta roba vista al PARC, si è trattato piuttosto di un errore di Xerox (a tal proposito il libro “Fumbling the future” è davvero interessante).

    Matteo

    August 4, 2006 at 4:31 pm

  2. Con “il tempo di Xerox” intendo semplicemente, il tempo in cui xerox “regalava” tecnologia a destra e a manca.

    Ma forse ora, alla lontana, potremmo definirlo “il tempo di BSD”.

    pj

    August 4, 2006 at 4:54 pm


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